REinVENTA – Laboratorio di Comunità d’Appennino

Il progetto “REinVENTA – Laboratorio di comunità d’Appennino” mette al centro le comunità periferiche dell’Appennino reggiano, aspiranti protagoniste di un territorio caratterizzato da bassa densità abitativa, economicamente fragile e vulnerabile dal punto di vista sociale. 

E’ finanziato dalla Fondazione Pietro Manodori nell’ambito del bando WelCom 2020 per supportare lo studio di progettazioni innovative nel campo del welfare, dei servizi alla persona e dello sviluppo del territorio.

In particolare valorizza due realtà di crinale nel comune di Ventasso, quelle di Ligonchio e di Cecciola (e le loro valli), resistenti e resilienti, portatrici di identità e talenti propri. Rilancia il capitale sociale di questi luoghi promuovendo il patrimonio culturale comunitario.

I nostri destinatari sono i giovani (18-40 anni) rimasti in Appennino o che hanno mantenuto un legame forte con i borghi, con un focus particolare anche sulle persone con disabilità.

REinVENTA lavora su percorsi inclusivi con potenziale “generativo” come la Foresta Terapia, la Natural Art, il Museo Diffuso, le Vacanze d’autonomia ed in generale la promozione del patrimonio culturale d’Appennino, co-progettando insieme agli abitanti, soprattutto ai giovani, alcuni servizi innovativi da proporre al territorio ed a chi viene a conoscerlo da fuori, in un’ottica di benessere fisico e dello spirito, di bellezza, di riposo e rigenerazione. Il gruppo di progetto ha l’obiettivo di formare e sostenere figure inedite, i local coach, costruttori di nuove relazioni, attivatori di processi, progettisti di comunità, con modalità che scardinano quelle tradizionali del progetto d’area. Lavoreremo poi sull’inclusione, sperimentano e co-progettando percorsi con ragazzi disabili durante soggiorni in Appennino. 

Il progetto è caratterizzato sempre dall’attivazione delle persone che abitano il territorio, che divengono co-artisti, co-progettisti, co-creatori, oppure semplicemente volontari per la cura del territorio. REinVENTA propone un processo di apprendimento collettivo comunitario per fare diventare l’Appennino luogo d’azione e di partecipazione, contenuti e non solo contenitori. La nostra periferia può diventare centro d’interesse se la comunità cresce in termini di competenza, coesione sociale, intraprendenza, accoglienza e inclusione.

CONTESTO

L’Appennino reggiano è un territorio a rischio marginalità, economicamente fragile e socialmente vulnerabile. Può contare sulla presenza di comunità storicamente insediate e presenti, ma afflitte dal problema della diminuzione della popolazione e delle scarse opportunità lavorative, che portano soprattutto i giovani ad abbandonare il loro territorio di origine per studiare e lavorare altrove. 

Il gruppo di progetto centra la propria attenzione su due borghi d’Appennino, molto diversi tra loro per collocazione, per dotazione di servizi, per numero di residenti. 

Uno di questi è Ligonchio, il comune più alto della provincia fino al 2015 ed ora frazione del Comune di Ventasso. Incastonato tra la valle dell’Ozola e quella del Secchia, Ligonchio ha circa 800 abitanti ed ospita una delle sedi del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Il secondo luogo protagonista del progetto è Cecciola, uno dei borghi più significativi della montagna reggiana, che conserva un centro particolare con antichi edifici che evidenziano aspetti originali dell’architettura appenninica. Si trova nella Valle dei Cavalieri, terra di antichi borghi medioevali, sulla strada che conduce al passo del Lagastrello ed è abitato da poche decine di persone residenti. 

Le vulnerabilità sono riferibili all’erosione demografica e all’impoverimento del tessuto sociale, alle scarse opportunità lavorative, alla migrazione dei più giovani, alla lontananza dalle sollecitazioni, alla scarsità o alla mancanza di servizi, alla solitudine e all’incertezza.

Per le persone con disabilità poi le barriere in Appennino sono ancora più difficili da abbattere e superare, sicuramente quelle architettoniche, linguistiche e sociali, ma anche e soprattutto quelle culturali.

Comunque il centro di questa azioni è e rimane la comunità. Lo sviluppo locale deve essere un progetto di apprendimento collettivo comunitario e la presenza di organizzazioni di comunità costituisce una valida opportunità per ridurre il deficit di cura del territorio. 

DURATA

Marzo 2021 – Settembre 2022

COSTO E FINANZIAMENTO

€ 98.670 di cui € 74.000 finanziati con contributo della Fondazione Manodori (75%).

DESTINATARI 

Il progetto ha come destinatari principali i giovani del territorio (18-40 anni) che sono rimasti in Appennino o che hanno mantenuto un legame forte con i borghi. 

Una buona realtà sociale sostenuta dalla presenza di giovani e di giovani famiglie, è fondamentale per aiutare le fasce più deboli e contrastare le condizioni che portano alla vulnerabilità, fisica o psicologica che sia.

Le azioni di empowerment sociale proposte nel progetto sono quindi indirizzate in primo luogo ai giovani che fanno parte degli enti presenti nel gruppo di progetto, aspiranti local coach, che saranno affiancanti dai partner e dai partecipanti per sviluppare competenze organizzative, imprenditoriali, di coinvolgimento. 

OBIETTIVI

  1. Formare ed affiancare local coach: i local coach sono attivatori e facilitatori di comunità, che individuiamo in persone giovani ed intraprendenti.
  2. Attivare le comunità e fare rete: l’efficacia del progetto si misurerà sulla generazione delle relazioni attivate sul territorio, soprattutto quelle nuove ed inaspettate. 
  3. Progettare e realizzare nuovi servizi: il progetto attiva la comunità per coprogettare per la comunità stessa e per chi viene da fuori territorio. 
  4. Includere le persone più fragili: è previsto il coinvolgimento di persone con disabilità nella progettazione di percorsi e servizi.

AZIONI

La Foresta Terapia si occupa di fare vivere alle persone vere e proprie immersioni in foresta per trarne i vantaggi che questa può offrire a livello di benessere del corpo e della psiche. All’interno di questo progetto l’obiettivo è quello di formare giovani operatori locali in Foresta Terapia, individuando un percorso riconosciuto dove proporre questa pratica rigenerante sfruttando le potenzialità dell’ambiente circostante. Sarà necessario il coinvolgimento attivo di volontari locali nella predisposizione del percorso. Alla comunità saranno offerte anche sedute ed escursioni di foresta terapia.

La Natural Art è una forma d’arte che vanta un rapporto armonico con l’ambiente. Gli artisti coinvolti in questa parte del progetto non saranno soltanto operatori visivi ma si caleranno nel contesto comunitario attraverso visite, incontri pubblici, racconti, spunti di riflessione e scoperta del territorio. Sarà proprio la comunità a guidare gli artisti in questo processo di conoscenza. Le opere che ne scaturiranno saranno a loro volta strettamente interconnesse con il contesto di origine: anche la parte di produzione finale e istallazione verranno sviluppate in modalità residenziale e l’obiettivo degli artisti, in sinergia con la rete, sarà quello di includere la comunità anche in questa ultima parte. 

Per il borgo di Cecciola partirà un percorso differente che tenderà a creare un Museo Diffuso. Il museo diffuso, a differenza di quello tradizionale, crea i suoi percorsi di visita all’interno di un’area geografica. Luoghi, avvenimenti, antichi mestieri e personaggi storici vengono uniti attraverso itinerari tematici. Anche la popolazione ha il suo ruolo da protagonista nel valorizzare i posti in cui è nata e cresciuta. Un museo di tutti e per tutti. L’obiettivo sarà quindi attivare non solo il borgo di Cecciola, ma tutta la Valle dei Cavalieri, in collaborazione con le cooperative di comunità già presenti.

Nell’ottica di una co-progettazione inclusiva dei percorsi artistici, sportivi e naturalistici che verranno sviluppati nell’ambito del progetto, si avanza la proposta di pianificare un percorso di Vacanza d’autonomia per persone con disabilità, finalizzato a potenziare le autonomie dei partecipanti mediante la costruzione di relazioni con altre comunità del territorio. Tale esperienza sarà l’occasione per pianificare assieme alle persone con disabilità attività, collaborazioni e percorsi che siano inclusivi per tale gruppo target e favorire altresì la diffusione di un turismo realmente e concretamente aperto a tutti.

La figura chiave che vogliamo promuovere è quella del local coach, esploratore e rilevatore di nuovi bisogni ed aspirazioni, costruttore di nuove relazioni, attivatori di processi e di progetti. Al local coach non è richiesto tanto di progettare ed eseguire, quanto di attivare la comunità e lavorare su progetti con potenziale “generativo” (come pensiamo siano quelli che proponiamo), a partire dalle risorse sociali dei territori. 

LAVORO CON LA COMUNITA’

CABINA DI REGIA

Il coordinamento di tutto il progetto è realizzato dall’ente capofila, L’Ovile scrl, che costituisce la cabina regia con i partner di progetto. 

EQUIPE DI COMUNITA’

Sono costituite due equipe di comunità, una per Ligonchio ed una per Cecciola/Valle dei Cavalieri. La cabina di regia avrà il compito di coordinare i due gruppi di lavoro.

ASCOLTO E CREAZIONE DI ECOSISTEMI RELAZIONALI

E’ necessario coniugare l’esplorazione all’attivazione, fondendo la riflessione con l’iniziativa, in un percorso di ricerca-azione. 

L’ascolto della comunità sarà realizzato mediante incontri, interviste informali semistrutturate, focus group, raccolta informazioni, mappatura delle competenze interne alla comunità, delle relazioni. L’obiettivo è anche quello di raccogliere racconti e altro che testimoni l’identità delle comunità, lavorando sul rafforzamento del senso di appartenenza. 

CO-PROGETTAZIONE 

I percorsi guida che saranno proposti alla comunità sono quelli spiegati in premessa. In particolare il gruppo di progetto porta in dote “talenti” sulla Foresta Terapia, sulla Natural Art, sul patrimonio culturale ed il Museo Diffuso, su Vacanze Inclusive e sulla realizzazione di iniziative ed eventi inclusivi su attività outdoor e sportive.  In questa fase prevediamo l’organizzazione di incontri strutturati che coinvolgano gli stakeholder per co-costruire iniziative e proposte che il progetto REinVENTA porta. I local coach avranno la funzione di facilitare questi incontri, divenendo punti di riferimento informali dell’ecosistema di progetto.

SVILUPPO PIANO DI AZIONE

Questa sarà la fase dell’allestimento di quanto co-progettato e infine dell’apertura al pubblico, a tutti quelli che vorranno sperimentare sedute di Foresta Terapia, realizzare laboratori e passeggiate in Natural Art, conoscere il patrimonio di una valle visitando un Museo Diffuso fatto di storia, natura e persone. Saranno realizzate anche le Vacanze di autonmia con persone fragili.

COMUNICAZIONE

L’obiettivo è quello di costruire un racconto pubblico dell’intero percorso progettuale. La comunicazione sarà un importante strumento per favorire nuovi contatti, legittimare il percorso, fare emergere punti di vista, prevedere il coinvolgimento attivo dei beneficiari. 

Punteremo sulla narrazione e lo storytelling, per creare identità e senso di appartenenza, alimentare la fiducia, favorire l’organizzazione, aumentare la visibilità e la reputazione di partner.

Il progetto avrà la propria pagina facebook soprattutto per raccontare e narrare lo sviluppo della azioni mediante post che saranno ripostati sui social dei partner e saranno potenziati gli strumenti di comunicazione dei partner del progetto. Raccoglieremo storie, racconti interviste, che saranno pubblicati su canali di divulgazione già esistenti ed anche materiali video e fotografici.

Si prevede la realizzazione di materiali cartacei (brochure/cartoline) per promuovere il lancio delle iniziative che saranno realizzate presso i borghi. 

Reggio Emilia, 20 aprile 2021

Per info rivolgersi a Fabio Guglielmi – L’Ovile scrl – 328 8529117 – fabio.guglielmi@ecosapiens.it

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